Coronavirus – Rivoluzionati i Calendari Calcistici 2020 e 2021

Tutti gli Stati europei, a causa del coronavirus Covid-19, hanno sospeso tutte le attività ricreative e vietato gli assembramenti pubblici, per cercare di arginare questa temibile epidemia. Il calcio, come tutti gli altri sport, è stato fermato. Vietate tutte le partite e rinviate a data da destinarsi.

Il 17 Marzo, la Uefa si è riunita ed ha raggiunto importantissime decisioni.

Campionati e Coppe Nazionali ed Europeo 2020

Non c’erano molte alternative, è prevalsa la soluzione più semplice o comunque meno problematica: lo spostamento a Giugno 2021 dell’Europeo inizialmente previsto per quest’estate. I campionati e le coppe nazionali verranno concluse entro l’estate.

Con decisione dell’Esecutivo UEFA, vengono quindi congelate tutte le partite delle nazionali, le amichevoli e i playoff di qualificazione all’Europeo compresi, con un programma ipotetico di date per i club da confermare.
Quindi, Europeo a Giugno 2021 con gara inaugurale a Roma l’11 Giugno, questa è stata la decisione condivisa da tutti in Europa, da mettere però in pratica con la “collaborazione” del maledetto virus: nessuno può infatti prevedere il futuro. Si potrà tornare a giocare quando le condizioni sanitarie miglioreranno.

La speranza è che la data sia i primi di Maggio, ma non è ancora possibile impegnarsi e stabilire un calendario definitivo per la ripresa delle attività. La più ottimistica delle ipotesi vede la ripartenza già il 14 Aprile, la più pessimistica, invece, non prima di inizio Giugno o addirittura il 13 Giugno, con fine della stagione che slitterebbe a Luglio inoltrato.

L’obiettivo dell’Uefa è quello di completare le coppe con andata e ritorno escludendo quindi la strampalata ipotesi Final 8. Quindi per l’Europa League inizio il 30 Aprile e per la Champions il 5 Maggio, con finali alla fine di Giugno. Uefa, federazioni, leghe, club e calciatori si sono ritrovati d’accordo sull’obbiettivo di finire le competizioni per club, non rimandabili, posticipando di conseguenza l’Europeo che, essendo a cadenza quadriennale, può essere recuperato con minori perdite. Ma le perdite saranno comunque inevitabili e per questo motivo, l’UEFA creerà due commissioni, una delle quali si occuperà delle conseguenze finanziarie dell’effetto virus e l’altra di organizzare più ipotesi di calendario.
Intanto, dopo l’ufficializzazione del rinvio dell’Europeo, sono arrivate le parole di Aleksander Ceferin: “È in momenti come questo che la comunità del calcio deve mostrare responsabilità, unità, solidarietà e altruismo”, dice il presidente Uefa in una nota ufficiale. “La salute dei giocatori, degli staff e dei tifosi è la nostra priorità numero uno e in questo spirito la Uefa ha presentato una gamma di opzioni in modo che le competizioni possano finire in questa stagione in sicurezza.

Sono orgoglioso della risposta dei miei colleghi nel calcio europeo. Da parte di tutti c’è stato un autentico spirito di cooperazione, ognuno ha riconosciuto di dover sacrificare qualcosa per ottenere il miglior risultato possibile. È stato importante che, in qualità di organo di governo del calcio europeo, l’Uefa abbia condotto il processo e compiuto il sacrificio più grande. Spostare Euro 2020 comporta costi altissimi per l’Uefa, ma faremo del nostro meglio per evitare che il calcio giocato, il movimento femminile e lo sviluppo del gioco nei nostri 55 Paesi ne possa risentire. Il bene del calcio europeo ha superato ogni discorso legato ai profitti”.

In Italia

Il voto unanime di ieri per il rinvio di Euro 2020 nasconde un grande problema calendario. Anche perché, da quello che si è intuito, infatti, final four (in Europa) e playoff (in Italia) non piacciono per evidenti ragioni economiche: meno partite, più tagli al budget assicurato dalle tv.

La volontà dei club, è quella di giocare tutte le partite che restano, tra Serie A (12 giornate, 13 per chi ha un turno da recuperare) e Coppa Italia, con i due ritorni delle semifinali e la finale. Le date della possibile ripartenza sono in Maggio: 2, ipotesi oggi ottimistica, 9 o 16 Maggio.

La prima permetterebbe di concludere il campionato il 28 Giugno, le altre due avrebbero bisogno di sforare a Luglio di una o due settimane. La Uefa però tende a scoraggiare questa soluzione perché si scontrerebbe con l’inizio della stagione successiva e con i contratti in essere/in scadenza dei calciatori, ma, per la Lega di Serie A, ripartire ad Aprile è un’opzione da escludere, alla luce della situazione sanitaria attuale.

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