La Juventificazione dell’Inter

Assumere Giuseppe Marotta dopo essere stato espulso dalla Juventus alla fine di sette titoli consecutivi di Serie A è stata una mossa scioccante per l’Inter. Aggiungere l’ex allenatore bianconero Antonio Conte ha confermato che i nerazzurri avevano deciso che se non potevano batterli, li avrebbero comprati, o almeno le persone che hanno gettato le basi per la superpotenza che vediamo oggi.

Sotto la proprietà della famiglia Moratti, l’Inter ha visto il successo, gli acuti di Jose Mourinho sono i più ovvi, insieme agli anni di Giovanni Trapattoni. Tornando indietro verso Herrera e la sua squadra del Grande Inter, ci sono state alcune squadre incredibili, ma soprattutto negli ultimi anni, sono state sempre più dipendenti da un allenatore, un gruppo di giocatori o delle circostanze particolare, piuttosto che attraverso un piano a lungo termine.

I tre Allenatori citati hanno vinto, soprattutto con l’Inter, con grinta, determinazione e un solido impegno difensivo ed erano tutti personaggi forti. Facevano affidamento sul loro talento per giocare spesso con libertà quando erano in possesso, ma dovevano anche conoscere le loro responsabilità difensive, quindi c’è sicuramente una somiglianza tra queste tre epoche.

Nonostante ciò sembri un DNA evidente per il club, troppo spesso l’Inter ha optato per buttare soldi sul problema.

Massimo Moratti è stato eccezionale per l’Inter. Si dice che il magnate del petrolio abbia speso 1,5 miliardi di euro da quando è subentrato a Ernesto Pellegrini nel 1995. Ci sono stati molti acquisti record acquistati in questo periodo, da Christian Vieri a Ronaldo, da Zlatan Ibrahimovic a Hernan Crespo. Era vero che il proprietario amava un’attrazione da star, e dice molto che la sua firma preferita di tutti era Alvaro Recoba. Tuttavia, c’erano forse troppi giocatori di natura offensiva e non abbastanza tipi alla Javier Zanetti.

Senza perderci in ciò che avrebbe potuto essere, l’Inter ha una ricca storia e una nuova proprietà e, dall’inizio di questa stagione, una nuova struttura. Marotta e Conte si sono messi subito al lavoro, volevano che l’Inter avesse un’identità, rappresentasse l’immagine giusta dentro e fuori dal campo e volevano vincere. La chiave era il reclutamento e il messaggio che i giocatori che arrivavano all’Inter avrebbero dovuto lavorare e mostrare rispetto, quelle erano le prime parole di Conte in allenamento. Ha ricordato molti dei suoi primi incontri con i suoi giocatori nel camerino della Juventus. Niente più disastri di pubbliche relazioni come la scorsa stagione e la temuta “saga di Icardi”.

Il gioco non è stato perfetto fino ora, ma l’intensità e l’atteggiamento si. La partita della Champions League contro lo Slavia Praga è stato un risultato alla “Pazza”. Questo è stato seguito da una vittoria nel Derby Della Madonnina, poi con 10 uomini hanno vinto con la Sampdoria, quindi i nerazzurri stanno sviluppando un atteggiamento incoraggiante da ‘vincere ad ogni costo’. C’è un insieme e una spina dorsale che prima non esistevano e per l’Inter questo è un enorme miglioramento.

L’aspetto difensivo sarà sempre la chiave per Conte, che e la sua capacità di far integrare i suoi giocatori nel suo sistema. Il suo ex assistente Massimo Carrera ha dichiarato questa settimana che l’allenatore fa giocare la squadra come vuole. Ha notato che l’Inter è aggressiva, compatta e, soprattutto, sono insieme.

Finora i nerazzurri hanno subito solo due gol in questa campagna di Serie A, a testimonianza del fatto che il progetto sta prendendo forma. Ci si è anche concentrati sul dare all’Inter un nucleo italiano (con più azzurri della Juve al giorno d’oggi), una sensazione che non provavano da tempo.

Con la Juve che vede una nuova direzione sotto Maurizio Sarri, è ora possibile sostenere che l’Inter assomigli più a “La vecchia signora”.

È vero che i bianconeri potrebbero continuare e portare le cose a un nuovo livello, ma questo non è un problema dell’Inter. Invece gli editti pragmatici e professionali che la gerarchia sta spingendo mostrano che, indipendentemente dal personale, l’Inter sarà costruita su un alto carattere morale, difese severe e una spolverata di polvere di stelle.

Per i milanesi, la chiave è una squadra che ha una forte difesa, il giusto atteggiamento e l’essere in grado di competere.

Conte potrebbe non essere Helenio Herrera, ma quando lui e Marotta se ne andranno, almeno avranno un club che è modellato sullo stampo dei loro precedenti successi. È lontano da un DNA che si trova in una squadra come l’Ajax, ma è un codice etico e di pratica correlabile a cui molti successi passati dell’Inter possono riguardare.

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